LA NUOVA SCHIAVITU'
- a cura dell'Unione delle associazioni e comunità straniere del Vicentino -


Oggi in Italia esiste un'ampia fetta di opinione pubblica, sostenuta da politici anche autorevoli, che ritiene la presenza degli immigrati un elemento negativo per il Paese ed è convinta che tutti i mali della società siano causati dalla presenza degli stranieri. Attualmente l'immigrato, individuo portatore di diritti inalienabili come ogni essere umano, vede assai scarsamente riconosciuti tali diritti in Italia: l'eventuale approvazione del disegno di legge sull'immigrazione Bossi-Fini andrebbe ad infrangere completamente il fragile quadro di garanzie che la legge attuale gli offre. Tali affermazioni sulla inadeguatezza della legge in vigore non devono stupire perché, pur apportando tutta una serie di innovazioni sul piano delle politiche sociali ed integrative rispetto al passato, essa "dimentica" di garantire allo straniero alcuni diritti fondamentali. Per limitarci a pochi esempi citeremo: -1) il diritto all'educazione dei figli -2) il diritto di cittadinanza -3) il diritto al reinserimento lavorativo (dopo infortunio o malattia). Diritto all'educazione dei figli In base all'attuale legge sull'immigrazione non è possibile per i nostri figli, nati qui o arrivati con la pratica di ricongiungimento familiare, proseguire i loro studi fino all'Università. Infatti al compimento della maggiore età il loro permesso di soggiorno deve essere convertito da "motivo di famiglia" a "motivo di lavoro", e quindi dovranno abbandonare la scuola, oppure a "motivo di studio" e quindi una volta ultimati gli studi dovranno abbandonare l'Italia perché tale permesso di soggiorno non consente di lavorare. Una norma del genere non è presente in nessun altro Paese dell'Unione europea. Diritto di cittadinanza Anche dopo tanti anni di permanenza e di lavoro in questo Paese, per un immigrato non esiste il diritto di acquisirne la cittadinanza se non in seguito a matrimonio con cittadino italiano. Diritto al reinserimento lavorativo Anche dopo anni di permanenza e di lavoro in Italia, un immigrato perde a titolo definitivo il suo diritto al permesso di soggiorno se subisce un grave infortunio anche lavorativo che lo renda inabile al lavoro: è quindi costretto a lasciare il Paese. In modo analogo, se un immigrato si ammala per un lungo periodo, il suo permesso di soggiorno è rinnovabile solo per motivo di salute: una volta guarito, deve lasciare l'Italia perché il permesso di soggiorno per motivo di salute non è commutabile in permesso per motivo di lavoro. Il disegno di legge Bossi-Fini è costituito da un insieme di articoli che si prefiggono di modificare alcuni punti chiave della attuale normativa sull'immigrazione, in modo da rendere ancora più precari e meno garantiti gli stranieri in Italia. Anche qui ci limiteremo a pochi esempi: -1) il diritto di accedere ai concorsi per l'edilizia pubblica -2) la capitalizzazione dei contributi INPS -3) il permesso di soggiorno a breve scadenza -4) il contratto di soggiorno. Diritto di accedere ai concorsi per l'edilizia pubblica Il disegno di legge Bossi-Fini tende a ridurre in modo considerevole il diritto degli immigrati a concorrere per l'assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica costruiti anche con i contributi dei lavoratori immigrati.

Capitalizzazione dei contributi INPS Si parla sempre della necessità di creare opportunità di lavoro per l'immigrato nel Paese di provenienza al fine di arginare il flusso migratorio verso i Paesi più ricchi. Oggi un immigrato che voglia, dopo anni di lavoro in Italia, ritornare in patria ed avviare qualche attività, ha la possibilità di farlo usufruendo del rimborso dei contributi INPS a cui l'attuale normativa dà diritto. Con la soppressione di tale diritto, prevista dal disegno di legge Bossi-Fini, crollerà ogni speranza per chi aveva sempre pensato di poter tornare al proprio Paese con un piccolo capitale. Vorremmo inoltre sottolineare la profonda ingiustizia di una norma odiosa che andrebbe a sottrarre agli immigrati denaro di loro proprietà, trattenuto dalle loro buste paga. Si dice che questi soldi saranno destinati a coprire le spese delle espulsioni dei clandestini e della costruzione di nuovi campi per la detenzione degli immigrati illegali: ma perché queste spese devono essere messe sul conto di chi vive, lavora, paga le tasse e rispetta le leggi del Paese che lo ospita? Permesso di soggiorno a breve scadenza L'immigrato è un essere umano, ma vedendolo sempre in coda davanti alla Questura con donne e bambini, con il caldo e con il freddo e la pioggia, verrebbe da pensare che sia un essere umano di serie B. Già ora, con il rilascio del permesso di soggiorno della durata di 4 anni, permane il problema delle interminabili code davanti alle Questure, per non parlare dei tempi d'attesa per ottenere un appuntamento con la Questura. Non osiamo pensare cosa accadrà quando, con la approvazione del disegno di legge Bossi-Fini, la massima durata del permesso di soggiorno sarà di 2 anni per chi avrà un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Per tutti gli altri con contratti a termine, che nell'era della flessibilità sono sempre più frequenti, la durata del permesso di soggiorno varierà da alcuni mesi ad 1 anno.

Contratto di soggiorno Si tratta forse della innovazione più odiosa prevista dal disegno di legge in questione: la concessione del permesso di soggiorno per motivo di lavoro dovrà sempre essere subordinata alla sottoscrizione di un "contratto di lavoro" che vincola l'immigrato al datore di lavoro e lo condanna all'espulsione dopo sei mesi di disoccupazione. Senza entrare nel merito della trafila burocratica assurda che lavoratori e datori di lavoro dovranno sopportare ad ogni scadenza del permesso di soggiorno e ad ogni cambio di occupazione, vorremo sottolineare come questa norma chiarisca bene il concetto di immigrato che sta alla base di tutto il disegno di legge: non persona portatrice di diritti, storia, cultura, affetti, ma solo di braccia da lavoro, buone per svolgere le attività più umili, precarie, sporche, pesanti e pericolose, da spremere finché utili e poi eliminare con la minima spesa possibile. Non è quindi esagerato sostenere che gli immigrati si avviano a diventare gli schiavi del nuovo millennio.

Vorremmo ricordare che ci sono decine di milioni di Italiani in America e alcuni milioni di Veneti nel mondo. Mario Cuomo, Rudolf Giuliani e tanti altri non sarebbero potuti arrivare dove sono, se la legge del Paese che ha accolto i loro avi non avesse riconosciuto i loro fondamentali diritti umani e di cittadinanza. Il disegno di legge Bossi-Fini, nonostante la propaganda, non mira affatto a colpire l'immigrazione clandestina dietro a cui lavorano potenti organizzazioni criminali che continueranno a far giungere illegalmente in Italia migliaia di disperati in situazioni sempre più insicure. Questo disegno di legge tende invece a rendere più difficile l'ingresso legale degli immigrati nel Paese e renderà sempre più difficoltosa, dura e precaria la vita di chi da anni lavora onestamente in Italia contribuendo alla ricchezza ed al benessere nazionale. Chiediamo quindi a tutte le forze sociali e politiche più attente ai temi dei diritti e della democrazia di sostenerci ed affiancarsi a noi nella lotta contro la approvazione di una legge che rivela una profonda matrice razzista e xenofoba e che manifesta chiaro disprezzo umano nei confronti di chi è diverso per origine, lingua e cultura

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