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COMUNICATI STAMPA - |
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Comunicato dell'Unione delle associazioni e delle
comunità straniere del vicentino
Il 15 maggio 2002 resterà una data storica
per gli immigrati della provincia di Vicenza. Lo sciopero che ha
visto protagonisti migliaia di lavoratori stranieri contro la proposta
di legge razzista Bossi-Fini è stato un avvenimento importante,
perché ci ha reso finalmente visibili agli occhi di tutti.
Abbiamo manifestato per le strade di Vicenza mostrando e rivendicando
la nostra dignità di esseri umani e lo abbiamo fatto pacificamente
assieme ai lavoratori italiani che hanno voluto darci il loro sostegno.
In questi ultimi mesi abbiamo contribuito a costruire questo sciopero
in particolare assieme ai Tavoli dei migranti dei Social Forum del
vicentino, con i quali abbiamo organizzato assemblee e incontri
pubblici e con i quali abbiamo discusso tutti i passaggi che hanno
portato alla sua proclamazione, nei fatti unitaria, da parte di
CGIL, CISL e UIL e della CUB. Adesso, speriamo che l'esperienza
di Vicenza non vada perduta e non resti un evento isolato. Ora,
lavoratori immigrati e lavoratori italiani sono chiamati a costruire
assieme nuovi percorsi di lotta per contrastare questa legge ingiusta
che peggiorerà la vita in Italia sia per gli immigrati, sia
per gli italiani.
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| Comunicato del Tavolo Migranti
dei Social Forum Vicentini
Ieri, 15 maggio 2002 è stata una data storica
per le lotte operaie nella nostra provincia. Migliaia di operai
migranti hanno incrociato le braccia contro la proposta di legge
razzista e xenofoba presentata da Bossi e Fini, rendendo visibile
una realtà negata a lungo e da più parti. Che la classe
operaia mostri tutti i colori del mondo non è un'affermazione
retorica, ma una realtà concreta che si è materializzata
nella presa di parola di migliaia di donne e di uomini. Il corteo
di 10.000 persone che oggi ha attraversato Vicenza ha aperto una
strada che chiede con forza di essere ripercorsa in tutte le realtà
sociali del paese. La costruzione di questa scadenza è stata
unitaria, come è emerso nelle numerosissime assemblee che
hanno visto discutere e decidere migliaia di immigrati. La dichiarazione
di sciopero da parte sia dei sindacati confederali sia da parte
del sindacalismo di base ha saputo tener conto di questo percorso,
che è sfociato in un corteo profondamente unito e unitario.
Un corteo eccezionale rispetto al quale ogni rivendicazione di appartenenza
va tenuta in secondo piano. Eccezionali sono state anche le modalità
di questo sciopero, che non ha paragoni sulle scene del conflitto
industriale del nostro paese. Lo sciopero dei migranti non è
coinciso con l'astensione dal lavoro di una sola parte, per quanto
rilevante, della classe operaia vicentina, ma ha visto protagonisti
anche i lavoratori italiani. Questa solidarietà va consolidata
e estesa sino al riconoscimento delle ragioni di questa lotta. E
del suo obiettivo. Lavoratori migranti e italiani, lottando insieme
contro una legge definita dall'alto commissario dell'Onu lesiva
dei diritti umani, devono trovare un rapporto non marginale con
la realtà italiana.
Il Tavolo Migranti dei Social Forum Vicentini
rivendica apertamente la propria partecipazione al percorso di costruzione
di questo sciopero e alla sua eccezionalità. Perciò
il Tavolo Migranti si è mosso a stretto contatto con l'Unione
delle associazioni e delle comunità straniere del vicentino,
assumendo la priorità politica di essere dentro ai processi
di dibattito e di iniziativa del lavoro migrante.
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Avevamo un sogno. Appunti post 15 maggio
- CUB Vicenza
Sciopero contro la legge Bossi Fini: circa 10
mila lavoratori immigrati e autoctoni in piazza. Piena riuscita
dunque di questa scadenza: prima in Italia.
C'è da esserne soddisfatti.
Soddisfatte devono essere tutte le organizzazioni sindacali, compresa
la cub, che hanno fatto la scommessa e l'hanno vinta. Soddisfatte
devono essere le associazioni dei migranti, il tavolo migranti dei
social forum, che dall'inizio hanno accompagnato la preparazione
dello sciopero. Soddisfatti devono essere i lavoratori migranti
che hanno potuto rompere la loro separatezza, la loro marginalità
e presentarsi con tutto il loro carico umano e culturale a rivendicare
di essere persone portatrici di diritti. Soddisfatti devono essere
i lavoratori italiani che hanno costruito, essendo materialmente
in piazza, una nuova unità di classe. Soddisfatti devono
pur essere rifondazione comunista e i disobbedienti che hanno portato
in piazza contenuti e persone. Non sappiamo se abbiamo dimenticato
qualcuno; se questo è successo ce ne scusiamo.
Avevamo un Sogno.
Già avevamo un sogno, quello di fa scioperare e poi portare
in piazza non solo migliaia di migranti ma anche migliaia di lavoratori
italiani: la piazza ci ha dato ragione, ha reso possibile che il
sogno diventasse realtà.
La CUB, è stata abbondantemente censurata da tutti prima
dello sciopero, non si voleva far risultare il fatto che lo sciopero
era generale e generalizzato, che era importante che i migranti
non fosssero soli, che l'unico modo di convivenza è quello
di fare le stesse cose e avere gli stessi diritti. I media non hanno
trasmesso questo messaggio importante; di cosa avevano paura? Parte
del messaggio perciò è andato perduto. La CUB ha lavorato
silenziosamente, meticolosamente, disconosciuta per portare i lavoratori
italiani in piazza; ha lavorato nel pubblico impiego con buoni risultati,
ha lavorato in molte fabbriche con un discreto risultato, ha lavorato
nelle cooperative con un buon risultato. Non lo diciamo per incensarci,
ma sicuramente per valorizzare il lavoro svolto e la scelta dei
molti che hanno scioperato; è una cosa che non deve essere
taciuta. Nelle dichiarazioni post manifestazione molti media lo
hanno rilevato, perfino chi non aveva generalizzato lo sciopero
in una intervista lo ha notato. La CUB era in piazza numerosa, dispersa,
poco visibile segno di una orrizontalità e di una internità
ai relativi posti di lavoro.
Il sogno dunque.
Lo sciopero di Vicenza ha cambiato equilibri anche a livello nazionale;
dopo aver vinto questa scommessa fermarsi potrebbe vanificare il
risultato. Il sindacalismo di base non si tira indietro.
La realtà post....
Quello che è stato smosso il 15 non viene dal caso. Va detto
che a tutti quelli che hanno lavorato va ricononosciuto un ruolo
importante, noi qui abbiamo parlato del nostro; ci sono stati ruoli
di versi, diverse responsabilità, ma con pari dignità.
Per tutti nessuno escluso....
La lezione del 15 maggio dobbiamo impararla noi per
primi: le differenze politico sindacali, di progetto ci sono, non
vanno sottaciuite; ma se crediamo che sia il conflitto sociale e
di classe il motore del cambiamento è quello che dobbiamo
praticare, non altro.....
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| Comunicato stampa
dei disobbedienti del nordest sulla manifestazione dei migranti
In 10.000 a Vicenza contro la Bossi-Fini
SCIOPERO GENERALIZZATO IN TUTTA LA PROVINCIA DI VICENZA CONTRO
LA BOSSI-FINI E LAPARTHEID SUBITO DAI CITTADINI MIGRANTI.
CENTINAIA I DISOBBEDIENTI PRESENTI PER UN ALTRO MONDO POSSIBILE.
Questoggi a Vicenza hanno manifestato diecimila uomini e donne
migranti contro la Bossi Fini.
Sono operai delle fabbriche di tutta la provincia, sono cittadini
che lottano per i diritti di cittadinanza che gli sono negati. Sono
esseri umani trattati in questo paese e in tutta europa alla sorta
di moderni schiavi, comandati al lavoro pesante, nocivo e anche
in nero senza che siano loro riconosciute le minime garanzie sociali.
Sono le vittime dellapartheid che con la legge Bossi
Fini rischiano di vedere istituzionalizzata e pianificata questa
inaccettabile condizione.
La giornata di oggi è una giornata storica: il primo sciopero
dei lavoratori e lavoratrici migranti indetto dal sindacato confederale
e dai sindacati di base, generalizzato dalla presenza attiva di
centinaia di giovani precari, intermittenti, studenti, attivisti
no global. Dietro la carovana dei diritti organizzata
dai disobbedienti per percorrere tutto il nordest, si sono raccolti
tutti questi soggetti sociali insieme a moltissimi migranti del
Senegal, della Costa dAvorio, del Burkina Faso, del Kurdistan,
della Palestina, della Moldavia, del Ghana, del Marocco, della Tunisia,
della Colombia, del Bangladesh, della Mauritania, del Kosovo, della
Nigeria, tutti lavoratori e lavoratrici e cittadini residenti in
queste zone. La Carovana, che ieri ha compiuto unazione
di disobbedienza sociale occupando simbolicamente lassessorato
alle politiche sociali di Vicenza, è in cammino da Sabato
scorso: le sue prime tappe sono state la valle del Chiampo, zona
delle concerie dove sono impiegati migliaia di migranti, e le zone
industriali di Arzignano e Vicenza. Anche questa mattina diversi
gruppi di disobbedienti hanno organizzato picchetti nelle stesse
zone oltre che nelle scuole.
Oggi pomeriggio raggiungerà Padova dove la tappa sarà
loccupazione di alcuni appartamenti tenuti sfitti da anni
insieme a famiglie di migranti costretti in maniera criminale a
dormire alladiaccio da tempo. Sabato prossimo si proseguirà
per Treviso, altro luogo simbolo della condizione dei cittadini
migranti in questo territorio. Crediamo sia utile, mentre disegniamo
la nostra mappa camminando e domandando, porre alcune questioni
al sindacato ufficiale, al movimento dei movimenti, a tutta la società
civile.
Lo sciopero oggi è stato un passo fondamentale. Ma lo sciopero
deve divenire veicolo di generalizzazione di una battaglia che riguarda
tutti, quella per un altro mondo possibile. Quella che
da Genova, ma ancor prima da Seattle, centinaia di migliaia di persone
stanno facendo in Europa e milioni in tutto il mondo. La sanatoria
generale per tutti coloro che sono in Italia in questo momento è
un elemento fondamentale di lotta. Il diritto alla casa è
un altro punto fondamentale. Disobbedire alla Bossi-Fini, organizzare
le reti di accoglienza e protezione per i sans-papier è unaltra
questione concreta che oggi si fa sempre piu urgente. Ma non
possiamo far finta di dimenticare che i lager per migranti, i centri
di detenzione, sono una tragica eredità delle politiche del
centrosinistra in questo paese. Smantellare questi moderni ed agghiaccianti
campi di concentramento è un passaggio fondamentale. La giornata
di oggi ha visto un unico, piccolo per fortuna, punto negativo:
i confederali, appoggiati in questo da un fantomatico tavolo
migranti di Vicenza che in piazza non si è nemmeno
reso visibile, volevano impedire la forte partecipazione dal basso
delle realtà autorganizzate che contestano le politiche della
concertazione, che contestano i centri di detenzione, che praticano
la disobbedienza sociale.
Noi crediamo che dopo Genova si sia conquistato in questo paese
un metodo nuovo: le differenze, anche radicali, non vanno nascoste
ma rese esplicite, devono diventare occasione di discussione e contaminazione.
Cercare di impedire di parlare da un palco, oltre che essere una
mossa inattuabile vista la forza dei movimenti, è sbagliato
anche eticamente. Noi non nascondiamo il nostro stupore nellaver
visto a Vicenza applicata una vecchia logica degli apparati,
delle compatibilità, delle trattative sottobanco. Oggi i
disobbedienti si sono conquistati il diritto di presenza e di parola
e non facendo finta che le posizioni della Cisl e della Uil ci vanno
bene! Se qualche miserabile politicante, che non rappresenta nulla
se non sé stesso, crede di fare strada appoggiando le operazioni
di criminalizzazione che gli apparati sindacali piu retrivi
cercano di far passare, oggi ha capito che non è aria. Alla
CGIL sarebbe bene ricordare che quando Cofferati parla di apertura
ai movimenti parla anche per loro.
Oggi in piazza si sono visti anche i numeri, le consistenze. Il
social forum è un luogo aperto, formato da differenze vere
che vogliono raggiungere obiettivi comuni. Altrimenti è solo
una sigla. Noi disobbedienti siamo solo una parte, ma nessuno riuscirà
né con ridicoli servizi dordine, né con la polizia,
né con operazioni di criminalizzazione a mezzo stampa, a
discriminare o impedire che le nostre idee e pratiche circolino.
E incredibile poi che invece di esultare per i contributi
importanti che vengono dalla società civile organizzata,
la CGIL di Vicenza si abbandoni ai ricatti di chi, come CISL e UIL,
vorrebbe usare manifestazioni come questa per contenere
il piu possibile le contestazioni alle politiche neoliberiste.
Questa discussione a Vicenza si deve aprire, coinvolgendo anche
il Tavolo migranti nazionale. E grave che a Vicenza ci siano
posizioni di appiattimento di tre persone, che dicono di rappresentare
il tavolo migranti, sugli atteggiamenti ormai isolati di una piccola
cerchia di burocrati. Cosa ne diranno coloro che in tutta Italia
si battono per affermare differenze che servono a dire che un
altro mondo è possibile?. Comunque, siccome i numeri
poi contano, loperazione squalida non è riuscita ed
oggi centinaia di migranti e disobbedienti hanno spazzato via le
vecchie e dannose cancrene che stanno ormai sparendo per fortuna,
ovunque.
DISOBBEDIENTI DEL NORDEST
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