Referendum sull'acqua. Firmiamo e difendiamo i beni
comuni!
La
parola d'ordine che questo referendum - che appoggiamo
invitando tutti a firmare - mette al centro, l'acqua
pubblica, non è così pacifica; se infatti siamo
sicuramente contrari alla privatizzazione del servizio e
alla mercificazione dell'acqua siamo anche d'accordo che
ci sono aziende pubbliche che "fanno acqua da tutte le
parti”.
Il
pubblico servizio è stato infatti spesso in Italia
peggio del privato, quasi sempre lottizzato dai partiti
e gestito da uomini a loro "fidati".
Il
nuovo decreto Ronchi introduce la possibilità che il
servizio possa essere appaltato ad un privato, con le
conseguenze che si possono immaginare ovvero la somma
del peggio del privato con il peggio del pubblico.
Noi
pensiamo però che esiste un'altra possibilità, ossia una
forma di gestione del bene comune capace di coinvolgere
la comunità che lo usa, allo stesso modo in cui le
comunità beneficiavano in passato dei pascoli e dei
boschi comuni, o anche allo stesso modo in cui si
utilizza oggi la rete (internet) e si beneficia dei suoi
servizi: ossia condividendoli e cooperando per
mantenerli e svilupparli.
Utopia? Molta strada è stata fatta rispetto ai tempi in
cui l'acqua veniva utilizzata male e sprecata molto. La
sensibilità e l'attenzione della gente è cresciuta
parecchio rispetto ai beni naturali e non solo. Internet
non è utopia ma realtà e in molte parti del mondo si è
ottenuto un controllo diretto sull'acqua e su altri
beni.
Acqua, Aria, Terra!
L'acqua non è certo l'unico grave problema che ci
troviamo a vivere in questo momento; nella nostra Valle
infatti si sta per concretizzare il progetto della
Pedemontana, autostrada a pagamento a 6 corsie (!) che
porterà in vallata 40.000 auto e camion al giorno in
più.
Un
grande affare per i costruttori privati a cui è stata
affidata dalla Regione l'opera, che si approprieranno
così gratis della nostra campagna, del paesaggio, della
ghiaia dell'Agno e delle colline scavate per fare le
gallerie, dell'aria che respiriamo e in più della nostra
salute per ricavarne dei profitti (loro).
Se non
avranno sufficienti introiti coi pedaggi saremo noi
ancora una volta a pagarne il corrispettivo tramite la
Regione per vent'anni (secondo il contratto stipulato).
Ecco un altro esempio di come pubblico e privato
possono collaborare al peggio!
E
questi non sono i soli campi in cui dobbiamo difendere i
beni comuni: scuola, sanità, pensioni, diritti sociali,
pace, uguaglianza, sono altrettanti capisaldi della
nostra civiltà oggi minacciati. Il primo bene comune è
la democrazia: non continuiamo a lasciargliela scippare,
partecipiamo, lottiamo e organizziamoci!
Comitato NODalMolin - per i beni comuni Valle Agno









