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NO BASE
PEDEMONTANA
SANITA'
SCUOLA
Israele attacca
campi profughi a
Gerusalemme nord: 40
palestinesi
sequestrati
A Ramallah
un raid di 3 ore
contro Stop The
Wall.
La notte
precedente
arrestati anche
2 attivisti
dell'Ism.
Gerusalemme
- Sono
almeno 40 i
palestinesi
sequestrati
dalle forze
di
occupazione
israeliane
durante un
assalto
contro i
campi
profughi di
Shu'fat e
Anata, nel
nord della
città di
Gerusalemme.
L'attacco
israeliano
ha visto
l'impiego di
elicotteri,
oltreché di
truppe di
terra.
Durante un
altro raid,
l'esercito
di Israele
ha assaltato
le cittadini
di Hajja e
Azzun, a est
di Qalqiliya,
e ha
sequestrato
6
adolescenti.
(da
Infopal)
Ramallah
- Testimoni
oculari
racontano
che ieri
notte
intorno
all'una, 10
jeep
militari,
blindati
hummer e un
bus
corazzato
delle
esercito
israeliano e
deisuoi
servizi
segreti
hanno invaso
la cittadina
palestinese
della West
Bank
invadendo
con un raid
gli uffici
di
Stop The
Wall,
chiudendoli
e
perquisendoli
per oltre
tre ore,
confiscando
hard disk,
portatili,videocamere,
documenti
cartacei, cd
e
videocassette.
Questo raid
segue
l'arresto di
Jamal Juma',
giovane
coordinatore
di Stop The
Wall,
imprigionato
e subito
rilasciato
per le
imponenti
pressioni
internazionali
(anche
formali
richiami
europei).
Al momento
ci sono 40
attivist*
dell'organizzazione
detenuti
nelle
carceri
israeliane.
La notte
prima, le
forze armate
israeliane
avevano
anche
arrestato 2
attivisti
internazionali
dell'Ism (Internationl
Solidarity
Movement)
08.02.2010
Genova: No Gronda contestano sfilata auto blu, polizia carica
Una giornata movimentata quella di quest'oggi a Genova, soprattutto per chi pensava di sancire in pompa magna un liscio start all'ennesimo ed inutile tassello dentro il progetto di realizzazione delle grandi opere nel nostro paese...
La giornata agitata. Sampiedarena il teatro dell'operazione per la costruzione della Gronda, raccordo autostradale in cantiere nel ponente ligure, sul quale è però calato ben presto il sipario nella fallita celebrazione mediatica dell'opera...: il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, si è rifiutato di sottoscrivere il progetto che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, gli ha messo sotto il naso; ma soprattutto, i 15 comitati No Gronda che si sono formati in opposizione al nuovo raccordo autostradale si sono fatti trovare pronti, contestando la sfilata istituzionale, contrapponendosi con la polizia, ed infine, risultato comunque non da poco, del quale si è avuto conferma nella mattinata, inducendo Burlando a non firmare e mettendolo ben in allerta dal prepararsi a farlo! Il presidente Burlando certamente pensa alle prossime elezioni regionali, assumendo un atteggiamento che lo porta a non scherzare con fuoco dinnanzi alla pressione politica esercitata in questi anni dai comitati No Gronda e allo schieramento bipartisan dei sindaci della vallata che non hanno dato il loro assenso all'opera.
Contro auto blu e istituzioni, polizia e speculazione. Indubbiamente una grande ed importante giornata per il movimento contro il tunnel della Fontanabuona, nella capacità di attraversare conflittualmente la giornata, di palesare l'opposizione del territorio contro un altro capitolo della speculazione in Liguria. La protesta No Gronda è partita con presidi in via Degola, all'angolo con largo Jursè, sotto il luogo dove doveva essere firmato il protocollo, bloccato il traffico di tutta la zona. Molte le bandiere No Gronda, ma anche No Tav, nel ponte naturale per battaglie della stessa natura, contro la speculazione e a difesa del territorio, per la salvaguardia della vivibilità di comunità che dicono no alla devastazione ambientale giustificata celatamente dagli interessi economici (e politici). "Mafiosi, collusi, bastardi": questo hanno urlato diverse decine di ambientalisti contro il ministro Altero Matteoli e contro i rappresentanti delle istituzioni locali. Il passaggio delle auto blu è stato infatti per nulla indolore: contestato pesantemente al suo arrivo il presidente liguere Claudio Burlando, i manifestanti hanno attaccato volantini sulla sua auto, presa ripetutamente a calci; stessa sorte per il presidente della provincia Alessandro Repetto. I No Gronda, nella contestazione della sfilata automobilistica, hanno al contempo dovuto anche respinfere la risposta delle forze dell'ordine, che hanno caricato i manifestanti che impedivano il passaggio alle auto.
Un esponente dei comitati No Gronda ha ribadito (alcune del)le ragioni per le quali i comitati si stanno battendo da tempo, che hanno riesplicitato anche oggi: "La Gronda non serve alla città, non vogliamo che venga realizzata. Le nostre colline sono piene d'amianto, per anni lo trasporteranno. E poi Genova ha già tre valichi".
vedi anche:
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E’ inquietante, il silenzio del commissario Costa dopo
le
denunce di una settimana fa sullo stato della falda acquifera e sui
danni (irreparabili?)
prodotti dal cantiere. Eravamo abituati a leggere i suoi comunicati poche
ore dopo le nostre parole; testi rassicuranti, che descrivevano un cantiere
eco-compatibile, sostenibile. Sapevamo, ovviamente, che erano tutte balle;
ma, quantomeno, vedevamo tecnici, ingegneri e architetti arrampicarsi sugli
specchi per giustificare l’ingiustificabile, per dimostrare il contrario di
ciò che è sotto gli occhi di chiunque, per raccontare una realtà falsa che
si sgretolava appena qualcuno metteva il naso al di là della recinzione
oscurata.
Questa volta, il silenzio è totale. Costa non fa comunicati. E non risponde
alle ripetute telefonate dei giornalisti; di quelli più imparziali, che
cercano le informazioni per scriverle così come sono, e di quelli più
amichevoli che, invece, cercano una fonte con il quale accreditare le
proprie affermazioni. Già martedì scorso TvA, la televisione locale, diceva
che si stava facendo largo la tesi (...)

L'Autostrada Pedemontana non la vogliamo! Questo il grido dei numerosi e ben
motivati partecipanti (quasi un migliaio) provenienti dalla Vallata,
Montecchio e Malo e anche da località più lontane,che hanno sfilato oggi per
le strade di Montecchio nella manifestazione dei Comitati contro la
Pedemontana.
Agricoltori, espropriati, ma soprattutto tanti abitanti preoccupati per la
salute e schifati dallo scempio del territorio in arrivo, ultimo regalo
della nostra amministrazione regionale, delle amministrazioni locali di
centro destra (e non solo), che invece di difendere i cittadini, per anni
hanno lasciato crescere questo enorme mostro sotto ai nostri piedi che ora
vorrebbe uscire allo scoperto. Un mostro che si chiama 'profitto di pochi ai
danni dei cittadini e della natura'. Ma che si fa chiamare simpaticamente 'svilupppo'.
Ma anche la volontà di opporsi, seppure in ritardo grazie ai tanti silenzi
colpevoli, ora è venuta allo scoperto, ora che i cittadini si rendono conto
dell'enormità del danno.
Dopo un concentramento e presidio in piazza Duomo, il corteo si è snodato
lungo le strade del vecchio centro di Montecchio e ha poi a lungo avanzato
lentamente (slow walking...) bloccando il traffico sulla statale.
Infine, in piazza Duomo la conclusione: una serie di interventi dei Comitati
e del Maestro Bepi De Marzi che ci ha portato la sua consueta solidarietà
spronando tutti a lottare fino in fondo per salvare la nostra valle.
Nei prossimi giorni, i Comitati si confronteranno sulle nuove strategie per
operare quel salto organizzativo e politico che la gravità della situazione
richiede.
La Pedemontana, fatela a casa vostra!

BASTA COI CANTIERI INUTILI E DANNOSI,
NO ALL'INQUINAMENTO, ALL'AUMENTO DELLE
POLVERI SOTTILI, DEI GAS E DEI TUMORI, NO ALLA CEMENTIFICAZIONE, NO ALLA
RIPROPOSIZIONE DEL MODELLO DI 'SVILUPPO' BASATO SULL'AUTO E SUL TRAFFICO SU
GOMMA, DIFENDIAMO LA SALUTE
NOSTRA E DEI NOSTRI FIGLI, DIFENDIAMO L'ARIA, L'ACQUA, LA TERRA. DIFENDIAMO LA
NOSTRA VALLE E DIFENDIAMO IL PIANETA DAL RISCALDAMENTO GLOBALE!
Vai al sito
www.nopedemontana.135.it
Primo Marzo 2010 - Un giorno senza di noi
Cosa fare il primo marzo? Cosa può essere uno
sciopero oggi? Spazio alla creatività. Invia i tuoi contributi al
progetto Melting Pot Europa (primomarzo2010@meltingpot.org)
21 / 1 / 2010
Il Primo Marzo 2010 sarà una giornata speciale.
Una giornata di sciopero delle fabbriche e delle cooperative, dei
cantieri e dei braccianti, uno sciopero delle badanti e degli
ambulanti, un giorno in cui chiudere i nostri negozi e non andare a
scuola, una giornata di sciopero contro il razzismo e la precarietà.
Ma non uno sciopero convenzionale, tanto meno uno sciopero etnico.
Un giorno senza di noi, senza precari o
disoccupati, senza lavoratori dipendenti e autonomi, un giorno senza
autoctoni e migranti, uno giorno senza noi tutti, per far vedere
quanto siamo importanti.
Melting Pot Europa vuole contribuire a questa
giornata promuovendo le iniziative che si stanno articolando intorno
alla data del Primo Marzo 2010 e cercando di collaborare alla
costruzione collettiva di questo percorso inedito, a questa sfida
che assomiglia ad un sogno a cui noi tutti vogliamo credere
intensamente.
Il dibattito è acceso e assolutamente stimolante.
Ma cosa significa costruire uno sciopero contemporaneo? E’ pensabile
che l’astensione dal lavoro sia sufficiente ed incisiva per
trasformare questa società? Cosa significa scioperare oggi che la
produzione non è più limitata alle mura della fabbrica ma coinvolge
pienamente la società nel suo complesso e ingloba affetti e
comunicazione, stili di vita e creatività senza per questo perdere
il vizio dello sfruttamento e della discriminazione?
Eiste uno sciopero senza sindacati? Esiste uno sciopero senza
copyright?
E ancora, cosa significa un giorno
senza di noi quando è la crisi ad espellere i lavoratori dal
mercato del lavoro?
E’ immaginabile uno "sciopero" dei soli migranti o
forse l’orizzonte a cui guardare è quello che coinvolge noi tutti,
così come il razzismo, la precarietà, le politiche discriminatorie
sull’immigrazione, coinvolgono a pieno le nostre vite, interrogando
la società nel suo complesso e non solo i migranti stessi?
Il dibattito è aperto ed invitiamo chiunque voglia
proporre riflessioni e contribuire alla costruzione di questo
pensiero collettivo sul Primo Marzo 2010 a scrivere all’indirizzo di
posta elettronica primomarzo2010@meltingpot.org.
Sostieni Il Comitato Primo Marzo 2010 versando il
tuo contributo sul Conto Corrente intestato a Primo Marzo 2010 IBAN
IT98V050180160000000-0130877 presso banca Etica
MeltingPot
Martedì 09 febbraio 2010 presso
Palazzo Toaldi Capra a Schio ore
20.30
GIU’ LE MANI
DALL’ACQUA PUBBLICA
Dopo
l’approvazione del cosiddetto
decreto Ronchi, si va verso una
privatizzazione di un bene prezioso
e pubblico come l’acqua. Da tempo
associazioni, comitati e semplici
cittadini sono mobilitati in difesa
di questa risorsa che, per la sua
importanza, non può essere soggetta
a privatizzazione come se fosse una
semplice merce.
Ne
parliamo con:
Valter
Bonan,
Comitato acqua bene comune di
Belluno
Paola
Sbalchiero,
Rete acqua libera vicentina
Lorenzo Signori,
Comitato utenti ATO Brenta
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