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RECOARO
TERME |
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Incontro Pubblico sul 'No al Dal Molin' a Recoaro
L'incontro pubblico sul 'No al Dal Molin' a Recoaro si è
svolto ieri sera con la partecipazione di quasi un centinaio di
persone, in maggioranza recoaresi. Quindi un buon successo vista
la realtà locale. L'incontro è stato coordinato da Alice, di
Recoaro,del Comitato No dal Molin della Valle dell'Agno, che è
intervenuta brevemente invitando alla riflessione sui temi della
pace e i pericoli della guerra globale. C'è stato l'intervento
dei relatori Don Maurizio della parrocchia di
Rovegliana (Recoaro)che ha richiamato dalla sua autorevole
posizione gli ascoltatori all'impegno verso la pace e ha inviatato
la chiesa e le istituzioni a non essere sorde di fronte al rischio
rappresentato dalla Base che si intende costruire.
Licia del Presidio Permanente di Vicenza ha illustrato la lotta
condotta contro la Base e come i Vicentini abbiano prodotto in
questa lotta un salto di livello nel movimento assai significativo
per la sua ampiezza e la sua qualità.
Andrea Licata - presidente centro studi e ricerche per la pace
dell´università di Trieste - ha illustrato in modo competente e
convincente i meccanismi economici, ecologici e politici della
guerra globale, mostrando come sia possibile fermare tali
meccanismi attraverso la lotta, nel momento in cui è in crisi il
progetto Usa.
Infine, Claudio Lupo - gruppo Emergency Vicenza - ha descritto il
lavoro di Emergency, la sua attualità e significatività nonché
il metodo di lavoro ben lontano da quello dei partiti. Ha anche
mostrato e lanciato un forte appello sulla difficile situazione
creatisi per i collaboratori afgani di Emergency dopo il recente
salvataggio di Mastrogiacomo. Anche il dibattito ha sottolineato
gli stessi temi.
dal
Giornale di Vicenza (nov. 2006)
Recoaro. L’Arpav ribadisce che gli impianti nella scuola
di Rovegliana devono funzionare durante l’orario di
lezione
«Radon, accendete gli aspiratori»
Solleva perplessità la gestione del problema del gas radioattivo
di Luigi Centomo
Torna alla ribalta il problema-radon alle scuole di Rovegliana.
Gli aspiratori non sono mai entrati in funzione durante le ore in
cui i bambini sono in aula. Così afferma una mamma esprimendo
perplessità in merito alla gestione del problema radon. Il
dirigente scolastico rassicura, ribadendo la massima attenzione
verso il problema e la doverosa, quanto tempestiva, informazione
alle famiglie. E intanto l’Arpav stabilisce che gli aspiratori
vanno messi in funzione dalle 24 alle 16, quindi coprendo tutto l’orario
delle lezioni.
La questione viene riportata all’attenzione del dirigente
scolastico dell’Istituto comprensivo, Domenico Caruso, al
Consiglio di Istituto e al Comitato dei genitori da parte di
Patrizia Bruni, mamma di due bambini che frequentano le scuole di
Rovegliana.
«Nel corso della realizzazione degli impianti di aspirazione -
scrive la signora Bruni - erano stati effettuati dei rilevamenti
in tempo reale finalizzati a quantificare la presenza di radon nei
locali frequentati dai bambini. I risultati avevano evidenziato un
abbattimento della quantità di gas radioattivo con gli impianti
in funzione, mentre la disattivazione degli aspiratori coincideva
con un rapido, importante e inconfutabile incremento dei valori
ambientali».
La firmataria dell’esposto, forte di numerosi testimoni, afferma
che «dai primi giorni dell’anno scolastico i dispositivi di
bonifica ambientale non sono mai stati messi in funzione durante l’orario
di presenza dei bambini nella scuola». Quindi durante l’orario
di permanenza nei locali degli alunni, coincide con i picchi di
maggior inquinamento.
Inoltre, la signora Bruni ha ricordato al dirigente scolastico che
«la preoccupazione delle famiglie è stata ampiamente comprovata
dalla decisione di allontanare i figli dalle scuole di Rovegliana
al termine dell’anno scolastico precedente. A distanza di
quattro settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, non è
stata fornita ai genitori alcuna informazione in merito alla
misure di sicurezza adottate e alle procedure di monitoraggio del
radon nelle ore di permanenza degli alunni nei locali scolastici
(dormitorio, aule, salone giochi e mensa». Ha concluso affermando
a chi e a che cosa possa giovare un impianto di aspirazione spento
durante le ore di permanenza dei bambini nella scuola.
Il dirigente scolastico Caruso ha risposto di aver chiesto
immediatamente al Comune e all’Arpav di assicurare che la
concentrazione di radon, seppur ad aspiratori spenti, si mantenga
al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Per quanto riguarda l’informazione
il dirigente ricorda la comunicazione inviata a tutte le famiglie,
ancora il 23 maggio con allegata la lettera dell’Arpav, e di
aver consegnato a mano i rapporti di prova alla signora
Bruni.
Intanto ieri è giunta notizia che l’Arpav avrebbe stabilito che
gli aspiratori dovranno essere messi in funzione ogni giorno dalle
24 alle 16. Quindi fornendo una risposta che sembra essere quella
risolutrice e di cui si avrà conferma con
(dal Giornale
di VI)
Giovedì 27 Luglio
2006
Recoaro/1. Scintille in consiglio comunale su antenne ed
elettrosmog
Vodafone potenzia l’impianto Il comitato: «Giunta omertosa»
(ve. mo.) Annuncia battaglia il comitato di via Griffani. A
Recoaro si torna a parlare di antenne e di elettrosmog in
consiglio comunale. L’altra sera, dopo la mozione del capogruppo
di Rifondazione comunista Giuliano Ezzelini Storti, i
rappresentanti del comitato cittadino hanno abbandonato l’aula,
«offesi dal comportamento omertoso» della giunta comunale.
La questione dell’elettrosmog è tornata alla ribalta dopo aver
«appreso per una casualità l’avvenuto potenziamento dell’impianto
Vodafone per telefonia mobile di via Bella Venezia - ha spiegato
Ezzelini -. Vista la vicinanza alle scuole ed all’oratorio
chiediamo che si faccia tutto il possibile per far spostare l’impianto
in uno dei siti individuati dal Piano di localizzazione».
Gastone Caffini e Armido Besco di “Uniti nell’Ulivo” hanno
chiesto inoltre «nuovi monitoraggi delle emissioni
elettromagnetiche». La ditta Vodafone, infatti, con l’intervento
effettuato ha modificato l’impianto da Gsm a Umts presentando
prima una richiesta di costruire, in seguito archiviata, e poi un’istanza
di autorizzazione per l’inizio dei lavori. «Ci sentiamo presi
in giro dall’Amministrazione - hanno affermato Massimo Poncina e
Franca Celli, portavoci del comitato -. La società telefonica ha
potuto portare avanti il progetto di modifica dell’impianto col
meccanismo del silenzio assenso per non aver ricevuto nei tempi
previsti risposta negativa dall’amministrazione».
L’assessore all’urbanistica, Fabio Orsato, replica all’accusa
di negligenza: «Alla richiesta di Vodafone di riconfigurazione
dell’impianto abbiamo chiesto un incontro con la ditta per
ottenere il trasferimento delle antenne in altro sito.
Telefonicamente la possibilità è stata negata, ed essendo l’impianto
preesistente all’approvazione del piano di localizzazione non
abbiamo potuto dettare ulteriori condizioni oppure procedere alla
concertazione».
Il sindaco Franco Viero, comunque, non esclude «la possibilità
di nuove verifiche da parte dell’Arpav. Si sta procedendo alla
revisione del Piano di localizzazione grazie ad una convenzione
stipulata con l’Anci. L’accordo siglato a giugno dal Comune
mette, infatti, a disposizione degli amministratori personale
tecnico specializzato che offra assistenza e consulenza in
materia».
MERCOLEDI
22 MARZO alle ORE 20,30 al Ristorante La Villa di S.Quirico
si è svolta l'assemblea sulla CAVA DI CIVILLINA.
All'assemblea erano presenti parecchie persone
(più di 100) della zona di S.Quirico, Maglio, Rovegliana, Novale e
contrade vicine a Civillina, tutte interessate e attente alle
illustrazioni tecniche nonché preoccupate delle conseguenze della
mega-cava in procinto di essere avviata con l'avvallo del sindaco
di Recoaro.
In particolare, transiteranno centinaia di
camion al giorno carichi di ghiaia sulle strade della Valle dell'Agno,
con danni al fondo strade, rumore, inquinamento, traffico e così
via...
Inoltre si avrà la distruzione di un sito
ambientale unico, di collegamento tra le Piccole Dolomiti e la
pianura, con bellissimi boschi e alto pregio in termini di
flora e fauna, falde acquifere e altro. La cava distruggerà
per sempre il paesaggio di tutte le vallate intorno.
Questo è lo 'sviluppo' che ci viene proposto
dalle imprese estrattive e dal Comune di Recoaro, oltre che
dall'ideologia dominante che è disposta al mettere il cosidetto
'progresso' o 'sviluppo' (che sarebbe poi il profitto delle
imprese private) innanzi a tutto, all'ambiente oltre che alle
persone. Tra l'altro, in questo caso, nemmeno un vero sviluppo
economico ci sarebbe ma solo un arricchimento delle imprese
estrattrici a scapito di tutti!
Solo la lotta e la mobilitazione consapevole e
determinata dei cittadini potrà fermare questi scempi
sociali ed ecologici, come già si è dimostrato con la Centrale
di Montecchio, in Val di Susa e altrove. Invitiamo tutti i
Cittadini a mobilitarsi in difesa del nostro patrimonio assieme al
Comitato di Civillina e con l'appoggio del Comune di Valdagno e di
altri Comuni della Vallata che già hanno manifestato il loro
disaccordo.
VALLE AGNO SOCIAL FORUM
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Antenna Griffani, speranze da
Venezia
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Potrebbe
diventare d’obbligo un permesso comunale di costruire
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( m. sc. ) «Rendere obbligatorio il rilascio di un
permesso di costruire da parte del Comune e di
un'autorizzazione sanitaria per l'installazione di ogni
antenna di telefonia mobile». Per ora è solo una proposta,
ma se andasse in porto potrebbe essere una soluzione della
questione che sta tenendo sulle spine i recoaresi. È
contenuta in un progetto di legge, il cui primo firmatario è
Achille Variati, capogruppo della Margherita in Consiglio
regionale. Andrebbe ad integrare il “collegato
all'urbanistica”, che sarà discusso nei prossimi giorni a
Palazzo Ferro-Fini. «Una proposta pensata per l'urgenza di
Recoaro - spiega Variati - ma che porterebbe sicuro vantaggio
a tanti altri Comuni del Veneto. In commissione, l'assessore
Chisso ha affermato che non esiste un “no” pregiudiziale,
sono fiducioso».
Se dovesse passare una norma che imponga il rilascio di un
permesso di costruire, l'installazione dell'antenna in
contrada Griffani potrebbe essere tutt'altro che scontata.
«Sempre che il sindaco sfrutti l'opportunità - precisa
Variati -. Come? Approfittando dell'attuale “sospensione”
della questione, in virtù del sequestro giudiziario del
cantiere, per esprimere il proprio diniego all'installazione.
Dopodiché, se l'azienda ricorresse al Tar, il Comune
troverebbe in questa norma un forte strumento per
difendersi».
Se sul fronte legislativo Variati afferma di «voler aiutare
il sindaco di Recoaro», su un altro versante non ne condivide
l'opera fin qui condotta: lo dice apertamente, in
un'interrogazione a risposta immediata presentata ieri sulla
questione dell'antenna dei Griffani. Giudica «non convinta»
l'azione dell'amministrazione comunale, ricordando che essa si
è detta contraria al ricorso al Consiglio di Stato. Richiama
il regolamento edilizio, che prevede che gli impianti «devono
preferibilmente essere collocati al di fuori dei centri
abitati»; ricorda che «la popolazione non è stata
preventivamente informata», che l'area dei Griffani è un
sito sensibile per la presenza di scuole e di un altro
ripetitore Gsm e che perciò «non è stato rispettato il
principio di precauzione previsto dall'atto costitutivo
dell'Unione europea».
Queste le premesse di un documento con cui Variati chiede alla
giunta regionale se esista un permesso di costruire, quale sia
il vincolo paesaggistico in quella zona, perché il comune non
abbia resistito al Tar e cosa intenda fare la Regione «per
difendere uno dei luoghi simbolo del benessere».
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dal Giornale di VI Domenica 16 Gennaio
2005
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Caso antenna, serve un
monitoraggio
Recoaro. La
richiesta del Comitato che si sta battendo contro l’installazione
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(m. sc.) Un monitoraggio del campo elettromagnetico prodotto
dall’antenna Gsm esistente e più informazione sullo vicenda
del ripetitore Umts, che sta tenendo Recoaro col fiato sospeso
da qualche mese. A chiedere tutto ciò è il Comitato Griffani,
che si sta battendo contro l’installazione della stazione
radio base dell’H3g sul tetto dell’albergo Alpino e che
sta sensibilizzando il paese sulla questione dell'elettrosmog.
Attualmente, il cantiere di contrada Griffani è ancora sotto
sequestro da parte della magistratura, in seguito al
sopralluogo dello Spisal che, durante i lavori di
installazione, aveva riscontrato delle irregolarità relative
alla sicurezza. «È passato ormai un mese - afferma Massimo
Poncina, portavoce del comitato - e nessuno ci ha comunicato
più nulla. Vorremmo sapere dal sindaco cosa sta succedendo,
ma ha interrotto i rapporti con noi. Se va avanti così
dovremo tornare a rivolgerci al prefetto. È bene ricordare
che il prefetto ha da subito considerato il comitato parte in
causa della vicenda, almeno per quanto riguarda la
comunicazione».
Intanto, a rilanciare l’azione del comitato è un articolo
del Times. L’autorevole quotidiano britannico, ripreso da La
Repubblica e da altre testate italiane, riportava il 12
gennaio scorso i risultati di uno studio d’Oltre Manica
sull'elettrosmog, che denotano la maggiore incidenza di tumori
nei soggetti che utilizzano il telefonino. Uno studio tedesco,
sempre citato dal Times, sottolinea anche una correlazione
analoga tra malattie gravi e vicinanza ai ripetitori.
«Per questo - conclude Poncina - siamo fortemente
intenzionati a battere tutte le strade per ottenere un
monitoraggio, ad intervalli molto brevi, dell'antenna Gsm già
presente accanto alle scuole».
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Recoaro
Terme:Viero scrive al gestore di telefonia
Il sindaco si schiera contro l’antenna (m. sc.) Il
prefetto Angelo Tranfaglia convoca i rappresentanti del comitato.
E il sindaco Franco Viero scrive all’H3g chiedendo «con forza»
l’interruzione dei lavori in contrada Griffani. I segnali tanto
attesi dai genitori, che sabato e lunedì avevano estremizzato la
protesta contro l’antenna Umts tenendo i loro figli a casa da
scuola, sono arrivati. I numerosi sit-in degli ultimi giorni, la
marcia davanti alla casa del primo cittadino, l’occupazione
della sala consiliare non avevano dato i risultati sperati.
L'agitazione scolastica del 75% delle famiglie, invece, ha colpito
nel segno. Il primo cittadino ha deciso di scrivere all'H3g: «I
lavori di installazione provocano un danno sociale di dimensioni
preoccupanti che va ben oltre i confini della zona interessata»,
è l'incipit della missiva inviata anche al prefetto ed al preside
Domenico Caruso. Viero ricorda i numeri dell'astensione
scolastica, «contro la scelta di questo sito sensibile perché
vicino alle scuole, all'asilo, all'oratorio e ad altra antenna.
Chiedo con forza - conclude - che la ditta consideri con molta
attenzione quanto l'installazione stia lacerando il tessuto
sociale della comunità e che interrompa i lavori».
«È da mesi che diciamo queste cose - osserva Massimo Poncina,
portavoce del comitato Griffani e presidente del comitato genitori
-. Ora, comunque, lo scenario è di nuovo mutato. Non c'è più
solo il comitato, ma anche il sindaco che si esprime. È un
segnale forte, così come la convocazione del prefetto». Altri
segnali vengono dalla scuola, dove, con la sospensione della
protesta, è ripreso il programma didattico. Alla ferma richiesta
di bloccare i lavori formulata dal consiglio dell'istituto
comprensivo, si è aggiunta quella analoga della Rsu ... |
SOSPESA LA VENDITA DI 126 ACQUE MINERALI
Due decreti del Ministero della Salute. Le acque sono fuori norma per antimonio, arsenico
e manganese (o non ci sono le analisi)
(ANSA) - ROMA, 4 GEN - Sono 18 le marche di acque minerali la cui commercializzazione e'
stata sospesa temporaneamente con un decreto del ministero della Salute. Si tratta, pero',
ha spiegato Mineraqua, l'associazione che unisce l'80% delle marche delle acque in
commercio, di prodotti che rappresentano una piccolissima quota del mercato. Confermata,
invece, la commercializzazione delle altre 290 marche, la quasi totalita'
MACCHÈ DICIOTTO, SONO CENTOVENTISEI
Le aziende imbottigliatrici dovevano presentare entro il 31 ottobre 2004 i certificati di
analisi che attestassero la conformità dell'acqua alla Direttiva europea 2003/40 (in
particolare, l'adeguamento ai parametri per antimonio, arsenico e manganese).
115 non hanno inviato alcuna comunicazione (e 11 hanno inviato analisi che dimostrano il
superamento dei limiti massimi), e il ministero ha sospeso l'autorizzazione a partire dal
1° gennaio 2005, con due decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 30 dicembre
2004.
DECRETO 28 dicembre 2004
Sospensione, ai sensi dell'articolo 17, commi 2 e 4, del decreto ministeriale 12 novembre
1992, n. 542, come modificato dal decreto ministeriale 29 dicembre 2003, della validita'
dei decreti di riconoscimento di alcune acque minerali.
Per superamento dei limiti:
1. Diamante di Codrongianos (Sassari) per arsenico;
2. Fonte Garbarino di Lurisia di Roccaforte Mondovi' (Cuneo) per arsenico;
3. Fontealta di Roncegno (Trento) per arsenico;
4. Giulia di Anguillara (Roma) per arsenico;
5. La Francesca di Rionero in Vulture (Potenza) per arsenico;
6. Nevissima di Vinadio (Cuneo) per arsenico;
7. San Lorenzo di Bognanco (Novara) per manganese;
8. San Paolo di Roma per manganese;
9. San Pietro di Roma per manganese;
10. Sanfaustino di Massa Martana (Perugia) per manganese;
11. Virginia di Prata Camportaccio (Sondrio) per arsenico.
DECRETO 28 dicembre 2004
Sospensione, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del decreto ministeriale 12 novembre
1992, n. 542, come modificato dal decreto ministeriale 29 dicembre 2003, della validita'
dei decreti di riconoscimento delle acque minerali.
Per non aver trasmesso le analisi:
1. Acqua della Grotta di Conversano (Bari);
2. Acqua del Limbara di Tempio Pausania (Sassari);
3. Acqua Madonna delle Grazie - Sorgente Acquarolo di Castei San Vincenzo (Isernia);
4. Acqua Terziana di Terzo d'Aquileia (Udine);
5. Acquabaida di Palermo;
6. Acquevive di Rocchetta al Volturno (Isernia);
7. Agabuna di Frisanco (Pordenone);
8. Albaviva di Valli del Pasubio (Vicenza);
9. Amica di Cerreto di Spoleto (Perugia);
10. Antica Fonte di Barbarano di Barbarano (Vicenza);
11. Arvenis di Ovaro (Udine);
12. Ativa di Transacqua (Trento);
13. Augina di Scorze' (Venezia);
14. Aurora di Castelletto d'Orba (Alessandria);
15. Bagolino di Bagolino (Brescia);
16. Benaglia di Lazise (Vercelli);
17. Bonora di Montefiora Conca (Rimini);
18. Camorei di Borgo San Dalmazzo (Cuneo);
19. Canali di Carmiano (Lecce);
20. Canay di Murialdo (Savona);
21. Certosa Fonte Camarda di Polia (Vibo Valentia);
22. Certosa Fonte Serrine di Polia (Vibo Valentia);
23. Certosa Fonte Pietre Bianche di Polia (Vibo Valentia);
24. Ciappazzi di Castroreale (Messina);
25. Cinciano di Poggibonsi (Siena);
26. Cinzia di Pennabilli (Pennabilli);
27. Cisano di Bardolino (Verona);
28. Col de' Venti di Muccia (Macerata);
29. Corona di San Giuliano Terme (Pisa);
30. Faito di Castellammare di Stabia (Napoli);
31. Fonte del Parco di Montefiorino (Modena);
32. Fonte della Virtu' di Pontermoli (Massa);
33. Fonte Cerreto di Montecavallo (Macerata);
34. Fonte della Buvera di Anzolo d'Ossola (Verbania);
35. Fonte di Tito di Greve in Chianti (Firenze);
36. Fonte Geu di Forni Avoltri (Udine);
37. Fonte Maddalena di Ardea (Roma);
38. Fontemura di Arezzo;
39. Fontenova di Fornovo di Taro (Parma);
40. Fonte Napoleone di Marciana (Livorno);
41. Fonti Feja di Castelletto d'Orba (Alessandria);
42. Fucoli di Chianciano (Siena);
43. Futura di Pianipoli (Catanzaro);
44. Gajum di Canzo (Como);
45. Gallo di Montefortino (Ascoli Piceno);
46. Gemma di Monasterolo del Castello (Bergamo);
47. Generosa di San Miniato (Pisa);
48. Giada di Salerno (Salerno);
49. Giardinella di Fasano (Brindisi);
50. Goccia Azzurra di San Gregorio d'Ippona (Vibo Valentia);
51. Goccia Diamante di Cimadolmo (Treviso);
52. Idrea di Tonadico (Trento);
53. La Vena d'Oro di Ponte nelle Alpi (Belluno);
54. La Vittoria di Courmayeur (Aosta);
55. L'Aqua di Arezzo;
56. Laurentina di Roma;
57. Lavagello di Castelletto d'Orba (Alessandria);
58. Lentula di Cantagallo (Prato);
59. Leona di Montevarchi (Arezzo);
60. Levico Forte di Levico Terme (Trento);
61. Le Grazie di Salzano (Venezia);
62. Lizzarda di Recoaro (Vicenza);
63. Lyde di Vitulazzo (Caserta);
64. Madonna della Guardia di Ceranesi (Genova);
65. Madonna dell'Ambro di Montefortino (Ascoli Piceno);
66. Margherita della Sila di Spezzano (Cosenza);
67. Maxim's di Stia (Arezzo);
68. Mia di Scarperia (Firenze);
69. Montechiaro di Conversano (Bari);
70. Monteferrante di Monteferrante (Chieti);
71. Monticello di Loro Ciuffenna (Arezzo):
72. Montinverno di Medesano (Parma);
73. Oropa di Biella;
74. Paraviso di Lanzo d'Intelvi (Como);
75. Perna della Certosa di Polia (Vibo Valentia);
76. Piagge del Prete di Genga (Ancona);
77. Pieve di Calci (Pisa);
78. Pradicino Rio delle Ghiaie di Riolunate (Modena);
79. Preistorica di Amandola (Ascoli Piceno);
80. Preziosa di Stresa (Novara);
81. Primia di Transacqua (Trento);
82. Radiosa di Casteldeci (Pesaro);
83. Riviana di Varano di Melegari (Parma);
84. Rivivo di Pomarance (Pisa);
85. Roana di Ussita (Macerata);
86. Rocca Bianca di Novara di Sicilia (Messina);
87. Rocca Galgana di Fornovo di Taro (Parma);
88. Rocche Valletti di Varese Ligure (La Spezia);
89. Sacromonte di Varallo (Vercelli);
90. San Donato di Napoli (Napoli);
91. San Felice di Pistoia;
92. San Germano di Vitulazzo (Caserta);
93. San Leopoldo di Casciana Terme (Pisa);
94. San Marco di Minturno (Latina);
95. San Marino di Sassofeltrio (Pesaro);
96. San Moderanno di Berceto (Parma);
97. San Nicodemo di Mammola (Reggio Calabria);
98. San Pancrazio Trescore di Trescore Balneario (Bergamo);
99. Santa di Chianciano (Siena);
100. Santhe' di Mombaroccio (Pesaro);
101. Santo Raggio di Assisi (Perugia);
102. Scheber di Macugnaga (Verbania);
103. Serenissima di Cornuda (Treviso);
104. Silvana di Galeata (Forli);
105. Smeralda di Monasterolo del Castello (Bergamo);
106. Sorgente degli Ontani di Arcidosso (Grosseto);
107. Sorgente San Michele di Casal Martino di Celano (L'Aquila);
108. Tamerici di Montecatini Terme (Pistoia);
109. Valle d'Itria di Martina Franca (Taranto);
110. Vallicelle di Montopoli Valdarno (Pisa);
111. Valviva di San Giorgio in Bosco (Padova);
112. Varanina di Medesano (Parma);
113. Verde di Riardo (Caserta);
114. Verna di Chiusi della Verna (Arezzo);
115. Vesuvio di Ercolano (Napoli).
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