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RECOARO TERME 

Incontro Pubblico sul 'No al Dal Molin' a Recoaro

L'incontro pubblico sul 'No al Dal Molin' a Recoaro si è svolto ieri sera con la partecipazione di quasi un centinaio di persone, in maggioranza recoaresi. Quindi un buon successo vista la realtà locale. L'incontro è stato coordinato da Alice, di Recoaro,del Comitato No dal Molin della Valle dell'Agno, che è intervenuta brevemente invitando alla riflessione sui temi della pace e i pericoli della guerra globale. C'è stato l'intervento dei relatori Don Maurizio della parrocchia di
Rovegliana (Recoaro)che ha richiamato dalla sua autorevole posizione gli ascoltatori all'impegno verso la pace e ha inviatato la chiesa e le istituzioni a non essere sorde di fronte al rischio rappresentato dalla Base che si intende costruire.

Licia del Presidio Permanente di Vicenza ha illustrato la lotta condotta contro la Base e come i Vicentini abbiano prodotto in questa lotta un salto di livello nel movimento assai significativo per la sua ampiezza e la sua qualità. 
Andrea Licata - presidente centro studi e ricerche per la pace dell´università di Trieste - ha illustrato in modo competente e convincente i meccanismi economici, ecologici e politici della guerra globale, mostrando come sia possibile fermare tali meccanismi attraverso la lotta, nel momento in cui è in crisi il progetto Usa.
Infine, Claudio Lupo - gruppo Emergency Vicenza - ha descritto il lavoro di Emergency, la sua attualità e significatività nonché il metodo di lavoro ben lontano da quello dei partiti. Ha anche mostrato e lanciato un forte appello sulla difficile situazione creatisi per i collaboratori afgani di Emergency dopo il recente salvataggio di Mastrogiacomo. Anche il dibattito ha sottolineato gli stessi temi.


dal Giornale di Vicenza (nov. 2006)

Recoaro. L’Arpav ribadisce che gli impianti nella scuola di Rovegliana devono funzionare durante l’orario di lezione 
«Radon, accendete gli aspiratori» 
Solleva perplessità la gestione del problema del gas radioattivo

di Luigi Centomo

Torna alla ribalta il problema-radon alle scuole di Rovegliana. Gli aspiratori non sono mai entrati in funzione durante le ore in cui i bambini sono in aula. Così afferma una mamma esprimendo perplessità in merito alla gestione del problema radon. Il dirigente scolastico rassicura, ribadendo la massima attenzione verso il problema e la doverosa, quanto tempestiva, informazione alle famiglie. E intanto l’Arpav stabilisce che gli aspiratori vanno messi in funzione dalle 24 alle 16, quindi coprendo tutto l’orario delle lezioni. 

La questione viene riportata all’attenzione del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo, Domenico Caruso, al Consiglio di Istituto e al Comitato dei genitori da parte di Patrizia Bruni, mamma di due bambini che frequentano le scuole di Rovegliana. 
«Nel corso della realizzazione degli impianti di aspirazione - scrive la signora Bruni - erano stati effettuati dei rilevamenti in tempo reale finalizzati a quantificare la presenza di radon nei locali frequentati dai bambini. I risultati avevano evidenziato un abbattimento della quantità di gas radioattivo con gli impianti in funzione, mentre la disattivazione degli aspiratori coincideva con un rapido, importante e inconfutabile incremento dei valori ambientali». 
La firmataria dell’esposto, forte di numerosi testimoni, afferma che «dai primi giorni dell’anno scolastico i dispositivi di bonifica ambientale non sono mai stati messi in funzione durante l’orario di presenza dei bambini nella scuola». Quindi durante l’orario di permanenza nei locali degli alunni, coincide con i picchi di maggior inquinamento. 
Inoltre, la signora Bruni ha ricordato al dirigente scolastico che «la preoccupazione delle famiglie è stata ampiamente comprovata dalla decisione di allontanare i figli dalle scuole di Rovegliana al termine dell’anno scolastico precedente. A distanza di quattro settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, non è stata fornita ai genitori alcuna informazione in merito alla misure di sicurezza adottate e alle procedure di monitoraggio del radon nelle ore di permanenza degli alunni nei locali scolastici (dormitorio, aule, salone giochi e mensa». Ha concluso affermando a chi e a che cosa possa giovare un impianto di aspirazione spento durante le ore di permanenza dei bambini nella scuola. 
Il dirigente scolastico Caruso ha risposto di aver chiesto immediatamente al Comune e all’Arpav di assicurare che la concentrazione di radon, seppur ad aspiratori spenti, si mantenga al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Per quanto riguarda l’informazione il dirigente ricorda la comunicazione inviata a tutte le famiglie, ancora il 23 maggio con allegata la lettera dell’Arpav, e di aver consegnato a mano i rapporti di prova alla signora Bruni. 
Intanto ieri è giunta notizia che l’Arpav avrebbe stabilito che gli aspiratori dovranno essere messi in funzione ogni giorno dalle 24 alle 16. Quindi fornendo una risposta che sembra essere quella risolutrice e di cui si avrà conferma con


(dal Giornale di VI) Giovedì 27 Luglio 2006 


Recoaro/1. Scintille in consiglio comunale su antenne ed elettrosmog 
Vodafone potenzia l’impianto Il comitato: «Giunta omertosa»


(ve. mo.) Annuncia battaglia il comitato di via Griffani. A Recoaro si torna a parlare di antenne e di elettrosmog in consiglio comunale. L’altra sera, dopo la mozione del capogruppo di Rifondazione comunista Giuliano Ezzelini Storti, i rappresentanti del comitato cittadino hanno abbandonato l’aula, «offesi dal comportamento omertoso» della giunta comunale. 
La questione dell’elettrosmog è tornata alla ribalta dopo aver «appreso per una casualità l’avvenuto potenziamento dell’impianto Vodafone per telefonia mobile di via Bella Venezia - ha spiegato Ezzelini -. Vista la vicinanza alle scuole ed all’oratorio chiediamo che si faccia tutto il possibile per far spostare l’impianto in uno dei siti individuati dal Piano di localizzazione». 
Gastone Caffini e Armido Besco di “Uniti nell’Ulivo” hanno chiesto inoltre «nuovi monitoraggi delle emissioni elettromagnetiche». La ditta Vodafone, infatti, con l’intervento effettuato ha modificato l’impianto da Gsm a Umts presentando prima una richiesta di costruire, in seguito archiviata, e poi un’istanza di autorizzazione per l’inizio dei lavori. «Ci sentiamo presi in giro dall’Amministrazione - hanno affermato Massimo Poncina e Franca Celli, portavoci del comitato -. La società telefonica ha potuto portare avanti il progetto di modifica dell’impianto col meccanismo del silenzio assenso per non aver ricevuto nei tempi previsti risposta negativa dall’amministrazione». 
L’assessore all’urbanistica, Fabio Orsato, replica all’accusa di negligenza: «Alla richiesta di Vodafone di riconfigurazione dell’impianto abbiamo chiesto un incontro con la ditta per ottenere il trasferimento delle antenne in altro sito. Telefonicamente la possibilità è stata negata, ed essendo l’impianto preesistente all’approvazione del piano di localizzazione non abbiamo potuto dettare ulteriori condizioni oppure procedere alla concertazione». 
Il sindaco Franco Viero, comunque, non esclude «la possibilità di nuove verifiche da parte dell’Arpav. Si sta procedendo alla revisione del Piano di localizzazione grazie ad una convenzione stipulata con l’Anci. L’accordo siglato a giugno dal Comune mette, infatti, a disposizione degli amministratori personale tecnico specializzato che offra assistenza e consulenza in materia». 


MERCOLEDI 22 MARZO alle ORE 20,30 al Ristorante La Villa di S.Quirico si è svolta l'assemblea sulla CAVA DI CIVILLINA.

All'assemblea erano presenti parecchie persone (più di 100) della zona di S.Quirico, Maglio, Rovegliana, Novale e contrade vicine a Civillina, tutte interessate e attente alle illustrazioni tecniche nonché preoccupate delle conseguenze della mega-cava in procinto di essere avviata con l'avvallo del sindaco di Recoaro.

In particolare, transiteranno centinaia di camion al giorno carichi di ghiaia sulle strade della Valle dell'Agno, con danni al fondo strade, rumore, inquinamento, traffico e così via... 

Inoltre si avrà la distruzione di un sito ambientale unico, di collegamento tra le Piccole Dolomiti e la pianura, con bellissimi boschi e alto pregio in termini di flora e fauna, falde acquifere e altro.  La cava distruggerà per sempre il paesaggio di tutte le vallate intorno.

Questo è lo 'sviluppo' che ci viene proposto dalle imprese estrattive e dal Comune di Recoaro, oltre che dall'ideologia dominante che è disposta al mettere il cosidetto 'progresso' o 'sviluppo' (che sarebbe poi il profitto delle imprese private) innanzi a tutto, all'ambiente oltre che alle persone. Tra l'altro, in questo caso, nemmeno un vero sviluppo economico ci sarebbe ma solo un arricchimento delle imprese estrattrici a scapito di tutti!

Solo la lotta e la mobilitazione consapevole e determinata dei cittadini potrà fermare questi scempi sociali ed ecologici, come già si è dimostrato con la Centrale di Montecchio, in Val di Susa e altrove. Invitiamo tutti i Cittadini a mobilitarsi in difesa del nostro patrimonio assieme al Comitato di Civillina e con l'appoggio del Comune di Valdagno e di altri Comuni della Vallata che già hanno manifestato il loro disaccordo. 

VALLE AGNO SOCIAL FORUM 

 

Antenna Griffani, speranze da Venezia
Potrebbe diventare d’obbligo un permesso comunale di costruire

( m. sc. ) «Rendere obbligatorio il rilascio di un permesso di costruire da parte del Comune e di un'autorizzazione sanitaria per l'installazione di ogni antenna di telefonia mobile». Per ora è solo una proposta, ma se andasse in porto potrebbe essere una soluzione della questione che sta tenendo sulle spine i recoaresi. È contenuta in un progetto di legge, il cui primo firmatario è Achille Variati, capogruppo della Margherita in Consiglio regionale. Andrebbe ad integrare il “collegato all'urbanistica”, che sarà discusso nei prossimi giorni a Palazzo Ferro-Fini. «Una proposta pensata per l'urgenza di Recoaro - spiega Variati - ma che porterebbe sicuro vantaggio a tanti altri Comuni del Veneto. In commissione, l'assessore Chisso ha affermato che non esiste un “no” pregiudiziale, sono fiducioso».
Se dovesse passare una norma che imponga il rilascio di un permesso di costruire, l'installazione dell'antenna in contrada Griffani potrebbe essere tutt'altro che scontata. «Sempre che il sindaco sfrutti l'opportunità - precisa Variati -. Come? Approfittando dell'attuale “sospensione” della questione, in virtù del sequestro giudiziario del cantiere, per esprimere il proprio diniego all'installazione. Dopodiché, se l'azienda ricorresse al Tar, il Comune troverebbe in questa norma un forte strumento per difendersi».
Se sul fronte legislativo Variati afferma di «voler aiutare il sindaco di Recoaro», su un altro versante non ne condivide l'opera fin qui condotta: lo dice apertamente, in un'interrogazione a risposta immediata presentata ieri sulla questione dell'antenna dei Griffani. Giudica «non convinta» l'azione dell'amministrazione comunale, ricordando che essa si è detta contraria al ricorso al Consiglio di Stato. Richiama il regolamento edilizio, che prevede che gli impianti «devono preferibilmente essere collocati al di fuori dei centri abitati»; ricorda che «la popolazione non è stata preventivamente informata», che l'area dei Griffani è un sito sensibile per la presenza di scuole e di un altro ripetitore Gsm e che perciò «non è stato rispettato il principio di precauzione previsto dall'atto costitutivo dell'Unione europea».
Queste le premesse di un documento con cui Variati chiede alla giunta regionale se esista un permesso di costruire, quale sia il vincolo paesaggistico in quella zona, perché il comune non abbia resistito al Tar e cosa intenda fare la Regione «per difendere uno dei luoghi simbolo del benessere».

dal Giornale di VI Domenica 16 Gennaio 2005

Caso antenna, serve un monitoraggio
Recoaro. La richiesta del Comitato che si sta battendo contro l’installazione

(m. sc.)
Un monitoraggio del campo elettromagnetico prodotto dall’antenna Gsm esistente e più informazione sullo vicenda del ripetitore Umts, che sta tenendo Recoaro col fiato sospeso da qualche mese. A chiedere tutto ciò è il Comitato Griffani, che si sta battendo contro l’installazione della stazione radio base dell’H3g sul tetto dell’albergo Alpino e che sta sensibilizzando il paese sulla questione dell'elettrosmog. Attualmente, il cantiere di contrada Griffani è ancora sotto sequestro da parte della magistratura, in seguito al sopralluogo dello Spisal che, durante i lavori di installazione, aveva riscontrato delle irregolarità relative alla sicurezza. «È passato ormai un mese - afferma Massimo Poncina, portavoce del comitato - e nessuno ci ha comunicato più nulla. Vorremmo sapere dal sindaco cosa sta succedendo, ma ha interrotto i rapporti con noi. Se va avanti così dovremo tornare a rivolgerci al prefetto. È bene ricordare che il prefetto ha da subito considerato il comitato parte in causa della vicenda, almeno per quanto riguarda la comunicazione».
Intanto, a rilanciare l’azione del comitato è un articolo del Times. L’autorevole quotidiano britannico, ripreso da La Repubblica e da altre testate italiane, riportava il 12 gennaio scorso i risultati di uno studio d’Oltre Manica sull'elettrosmog, che denotano la maggiore incidenza di tumori nei soggetti che utilizzano il telefonino. Uno studio tedesco, sempre citato dal Times, sottolinea anche una correlazione analoga tra malattie gravi e vicinanza ai ripetitori.
«Per questo - conclude Poncina - siamo fortemente intenzionati a battere tutte le strade per ottenere un monitoraggio, ad intervalli molto brevi, dell'antenna Gsm già presente accanto alle scuole».

Recoaro Terme:Viero scrive al gestore di telefonia
Il sindaco si schiera contro l’antenna

(m. sc.) Il prefetto Angelo Tranfaglia convoca i rappresentanti del comitato. E il sindaco Franco Viero scrive all’H3g chiedendo «con forza» l’interruzione dei lavori in contrada Griffani. I segnali tanto attesi dai genitori, che sabato e lunedì avevano estremizzato la protesta contro l’antenna Umts tenendo i loro figli a casa da scuola, sono arrivati. I numerosi sit-in degli ultimi giorni, la marcia davanti alla casa del primo cittadino, l’occupazione della sala consiliare non avevano dato i risultati sperati. L'agitazione scolastica del 75% delle famiglie, invece, ha colpito nel segno. Il primo cittadino ha deciso di scrivere all'H3g: «I lavori di installazione provocano un danno sociale di dimensioni preoccupanti che va ben oltre i confini della zona interessata», è l'incipit della missiva inviata anche al prefetto ed al preside Domenico Caruso. Viero ricorda i numeri dell'astensione scolastica, «contro la scelta di questo sito sensibile perché vicino alle scuole, all'asilo, all'oratorio e ad altra antenna. Chiedo con forza - conclude - che la ditta consideri con molta attenzione quanto l'installazione stia lacerando il tessuto sociale della comunità e che interrompa i lavori».
«È da mesi che diciamo queste cose - osserva Massimo Poncina, portavoce del comitato Griffani e presidente del comitato genitori -. Ora, comunque, lo scenario è di nuovo mutato. Non c'è più solo il comitato, ma anche il sindaco che si esprime. È un segnale forte, così come la convocazione del prefetto». Altri segnali vengono dalla scuola, dove, con la sospensione della protesta, è ripreso il programma didattico. Alla ferma richiesta di bloccare i lavori formulata dal consiglio dell'istituto comprensivo, si è aggiunta quella analoga della Rsu
...

SOSPESA LA VENDITA DI 126 ACQUE MINERALI


Due decreti del Ministero della Salute. Le acque sono fuori norma per antimonio, arsenico e manganese (o non ci sono le analisi)


(ANSA) - ROMA, 4 GEN - Sono 18 le marche di acque minerali la cui commercializzazione e' stata sospesa temporaneamente con un decreto del ministero della Salute. Si tratta, pero', ha spiegato Mineraqua, l'associazione che unisce l'80% delle marche delle acque in commercio, di prodotti che rappresentano una piccolissima quota del mercato. Confermata, invece, la commercializzazione delle altre 290 marche, la quasi totalita'




MACCHÈ DICIOTTO, SONO CENTOVENTISEI

Le aziende imbottigliatrici dovevano presentare entro il 31 ottobre 2004 i certificati di analisi che attestassero la conformità dell'acqua alla Direttiva europea 2003/40 (in particolare, l'adeguamento ai parametri per antimonio, arsenico e manganese).
115 non hanno inviato alcuna comunicazione (e 11 hanno inviato analisi che dimostrano il superamento dei limiti massimi), e il ministero ha sospeso l'autorizzazione a partire dal 1° gennaio 2005, con due decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 30 dicembre 2004.


DECRETO 28 dicembre 2004

Sospensione, ai sensi dell'articolo 17, commi 2 e 4, del decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, come modificato dal decreto ministeriale 29 dicembre 2003, della validita' dei decreti di riconoscimento di alcune acque minerali.

Per superamento dei limiti:

1. Diamante di Codrongianos (Sassari) per arsenico;
2. Fonte Garbarino di Lurisia di Roccaforte Mondovi' (Cuneo) per arsenico;
3. Fontealta di Roncegno (Trento) per arsenico;
4. Giulia di Anguillara (Roma) per arsenico;
5. La Francesca di Rionero in Vulture (Potenza) per arsenico;
6. Nevissima di Vinadio (Cuneo) per arsenico;
7. San Lorenzo di Bognanco (Novara) per manganese;
8. San Paolo di Roma per manganese;
9. San Pietro di Roma per manganese;
10. Sanfaustino di Massa Martana (Perugia) per manganese;
11. Virginia di Prata Camportaccio (Sondrio) per arsenico.

DECRETO 28 dicembre 2004

Sospensione, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, come modificato dal decreto ministeriale 29 dicembre 2003, della validita' dei decreti di riconoscimento delle acque minerali.

Per non aver trasmesso le analisi:

1. Acqua della Grotta di Conversano (Bari);
2. Acqua del Limbara di Tempio Pausania (Sassari);
3. Acqua Madonna delle Grazie - Sorgente Acquarolo di Castei San Vincenzo (Isernia);
4. Acqua Terziana di Terzo d'Aquileia (Udine);
5. Acquabaida di Palermo;
6. Acquevive di Rocchetta al Volturno (Isernia);
7. Agabuna di Frisanco (Pordenone);
8. Albaviva di Valli del Pasubio (Vicenza);
9. Amica di Cerreto di Spoleto (Perugia);
10. Antica Fonte di Barbarano di Barbarano (Vicenza);
11. Arvenis di Ovaro (Udine);
12. Ativa di Transacqua (Trento);
13. Augina di Scorze' (Venezia);
14. Aurora di Castelletto d'Orba (Alessandria);
15. Bagolino di Bagolino (Brescia);
16. Benaglia di Lazise (Vercelli);
17. Bonora di Montefiora Conca (Rimini);
18. Camorei di Borgo San Dalmazzo (Cuneo);
19. Canali di Carmiano (Lecce);
20. Canay di Murialdo (Savona);
21. Certosa Fonte Camarda di Polia (Vibo Valentia);
22. Certosa Fonte Serrine di Polia (Vibo Valentia);
23. Certosa Fonte Pietre Bianche di Polia (Vibo Valentia);
24. Ciappazzi di Castroreale (Messina);
25. Cinciano di Poggibonsi (Siena);
26. Cinzia di Pennabilli (Pennabilli);
27. Cisano di Bardolino (Verona);
28. Col de' Venti di Muccia (Macerata);
29. Corona di San Giuliano Terme (Pisa);
30. Faito di Castellammare di Stabia (Napoli);
31. Fonte del Parco di Montefiorino (Modena);
32. Fonte della Virtu' di Pontermoli (Massa);
33. Fonte Cerreto di Montecavallo (Macerata);
34. Fonte della Buvera di Anzolo d'Ossola (Verbania);
35. Fonte di Tito di Greve in Chianti (Firenze);
36. Fonte Geu di Forni Avoltri (Udine);
37. Fonte Maddalena di Ardea (Roma);
38. Fontemura di Arezzo;
39. Fontenova di Fornovo di Taro (Parma);
40. Fonte Napoleone di Marciana (Livorno);
41. Fonti Feja di Castelletto d'Orba (Alessandria);
42. Fucoli di Chianciano (Siena);
43. Futura di Pianipoli (Catanzaro);
44. Gajum di Canzo (Como);
45. Gallo di Montefortino (Ascoli Piceno);
46. Gemma di Monasterolo del Castello (Bergamo);
47. Generosa di San Miniato (Pisa);
48. Giada di Salerno (Salerno);
49. Giardinella di Fasano (Brindisi);
50. Goccia Azzurra di San Gregorio d'Ippona (Vibo Valentia);
51. Goccia Diamante di Cimadolmo (Treviso);
52. Idrea di Tonadico (Trento);
53. La Vena d'Oro di Ponte nelle Alpi (Belluno);
54. La Vittoria di Courmayeur (Aosta);
55. L'Aqua di Arezzo;
56. Laurentina di Roma;
57. Lavagello di Castelletto d'Orba (Alessandria);
58. Lentula di Cantagallo (Prato);
59. Leona di Montevarchi (Arezzo);
60. Levico Forte di Levico Terme (Trento);
61. Le Grazie di Salzano (Venezia);
62. Lizzarda di Recoaro (Vicenza);
63. Lyde di Vitulazzo (Caserta);
64. Madonna della Guardia di Ceranesi (Genova);
65. Madonna dell'Ambro di Montefortino (Ascoli Piceno);
66. Margherita della Sila di Spezzano (Cosenza);
67. Maxim's di Stia (Arezzo);
68. Mia di Scarperia (Firenze);
69. Montechiaro di Conversano (Bari);
70. Monteferrante di Monteferrante (Chieti);
71. Monticello di Loro Ciuffenna (Arezzo):
72. Montinverno di Medesano (Parma);
73. Oropa di Biella;
74. Paraviso di Lanzo d'Intelvi (Como);
75. Perna della Certosa di Polia (Vibo Valentia);
76. Piagge del Prete di Genga (Ancona);
77. Pieve di Calci (Pisa);
78. Pradicino Rio delle Ghiaie di Riolunate (Modena);
79. Preistorica di Amandola (Ascoli Piceno);
80. Preziosa di Stresa (Novara);
81. Primia di Transacqua (Trento);
82. Radiosa di Casteldeci (Pesaro);
83. Riviana di Varano di Melegari (Parma);
84. Rivivo di Pomarance (Pisa);
85. Roana di Ussita (Macerata);
86. Rocca Bianca di Novara di Sicilia (Messina);
87. Rocca Galgana di Fornovo di Taro (Parma);
88. Rocche Valletti di Varese Ligure (La Spezia);
89. Sacromonte di Varallo (Vercelli);
90. San Donato di Napoli (Napoli);
91. San Felice di Pistoia;
92. San Germano di Vitulazzo (Caserta);
93. San Leopoldo di Casciana Terme (Pisa);
94. San Marco di Minturno (Latina);
95. San Marino di Sassofeltrio (Pesaro);
96. San Moderanno di Berceto (Parma);
97. San Nicodemo di Mammola (Reggio Calabria);
98. San Pancrazio Trescore di Trescore Balneario (Bergamo);
99. Santa di Chianciano (Siena);
100. Santhe' di Mombaroccio (Pesaro);
101. Santo Raggio di Assisi (Perugia);
102. Scheber di Macugnaga (Verbania);
103. Serenissima di Cornuda (Treviso);
104. Silvana di Galeata (Forli);
105. Smeralda di Monasterolo del Castello (Bergamo);
106. Sorgente degli Ontani di Arcidosso (Grosseto);
107. Sorgente San Michele di Casal Martino di Celano (L'Aquila);
108. Tamerici di Montecatini Terme (Pistoia);
109. Valle d'Itria di Martina Franca (Taranto);
110. Vallicelle di Montopoli Valdarno (Pisa);
111. Valviva di San Giorgio in Bosco (Padova);
112. Varanina di Medesano (Parma);
113. Verde di Riardo (Caserta);
114. Verna di Chiusi della Verna (Arezzo);
115. Vesuvio di Ercolano (Napoli).


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